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GLOSSARIO

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

INDANTREN
vedi "COTONE".

INTERLOCK
A knit construction on a machine with alternate units of long and short needles. An interlock fabric is a double 1x1 rib characterized by good lenghtwise elasticity and firm texture. It is thicker than plain rib knit and has less tendency to curl at the edges.

IMPRIMÈ (pron. anprimè)
Voce generica per tessuti stampati.

IUTA
è ricavata dalla corteccia di una pianta assai comune in Asia e in Africa; è un tessuto grossolano, utile per sacchi o materiale da arredamento.

JACQUARD (pron. s'giacàr)
Dal nome dell'inventore dello speciale meccanismo a cartoni perforati applicato ai telai per comandare il movimento dei singoli fili d'ordito, mediante il quale si ottengano intrecci e disegni anche molto complessi, come ricamati a mano. Si chiamano cosi tutti i tessuti (e maglieria) realizzati su questi telai, che hanno una disegnatura più complessa, molto più pregiata.

JERSEY (pron. gersi)
Il nome di un'isola sulla Manica dove inizialmente si fabbricarono i tessuti a maglia, che inizialmente ebbero scarso successo. Oggi si indicano così genericamente tutti i tessuti in pezzo, in maglia unita rasata, dalla caratteristica struttura elastica, usati per confezionare abbigliamento esterno ed intimo di ogni genere. Il costo essendo più basso, e la versatilità d'impiego ottima, il jersey, (che viene chiamato in gergo maglina) ha oggi soppiantato sia il classico tessuto a navetta, sia la maglieria in moltissimi campi.

KAMEL-HAIR (pron. Càmel-èr)
Pelo di cammello, nome esatto della fibra omonima; oggi, data la consuetudine di denominare "cammello" qualsiasi cardato che assomigli nel colore al vero cammello, si è costretti ad usare il termine inglese per indicare il cammello autentico.

KARNAK
Era una varietà di cotone egiziano, molto pregiata, oggi scomparso dalle coltivazioni, Il suo uso commerciale per indicare qualità di cotone finissima è in realtà un abuso.

KID:

Denominazione del giovane capretto della capra d'Angora (kid mohair) che produce il mohair più fine e pregiato.

KILT
Il noto gonnellino scozzese, realizzato in multicolore TARTAN e pieghettato, oppure chiuso a portafoglio.

KNICKERBOCKER (pron. nicabocar)
Tipico tweed di medio peso, la cui superficie porta irregolarmente bottoncini, nodi e puntini
variamente colorati, per effetto di filato bottonato. Si chiamano così anche i pantaloni sportivi

KOMPACT:
Nuovo processo che migliora la pulizia del filato di cotone. Durante il passaggio di affinamento il filato viene passato sopra un cilindro forato rotante che aspirando l'aria al suo centro raggiunge due obiettivi:
1) avvicina tutte le bave.
2) Aspira gli eventuali grossi del filato.
Risultato il filato diventa più uniforme e più resistente (ciò permette anche una minor torsione).

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LAMBSWOOL:
lana ottenuta dalla prima tosatura di un agnello , le fibre sono ondulate e poco resistenti ma in compenso sono molto morbide e quindi pregiate.

LAMÈ (LAMINATO)
Tessuto realizzato con filati laminati plastificati o metallizzati oro, argento, per abbigliamento elegante e da sera.

LANA:
La più diffusa ed importante fibra animale che costituisce il vello di varie razze ovine. Caratteristiche: grazie alla sua particolare struttura e alla fitta ondulazione delle fibre, possiede eccellenti qualità e proprietà, come: igroscopicità (assorbe umidità in peso sino al 30%), forte protezione termica (coibenza), elasticità, resistenza all'usura ed alla fiamma. Impieghi: in tutti i campi del tessile, pura o in mischia con altre fibre. Ne esistono molte varietà, classificabili in base a finezza, lunghezza, colore e lucentezza. E' fatta di tre strati concentrici. Quello esterno (CUTICOLA) è costituito dalla cheratina , una sostanza proteica composta da minutissime scaglie collegate tra loro. Lo strato intermedio è formato da cellule fusiformi al cui carattere sono dovute le proprietà fisiche della lana. Lo strato interno (MIDOLLO) è composto da cellule contenenti aria; nelle lane fini o medio spesse questo strato manca. Il diametro del filamento è misurato in micron mentre la lunghezza lo è in millimetri e dipende dalla razza dell'ovino, dalla sua età, dall'alimentazione e dalle condizioni di allevamento. La lana di TOSA si ricava dalla tosatura dell'animale vivo, quella di CONCIA dalla concia dell'animale morto.
Le caratteristiche che distinguono una lana dall'altra sono la lucentezza, la finezza, l'ondulazione, l'arricciatura, la morbidezza, la sofficità, l'elasticità. Le ondulazioni sono più fitte quando la lana è più fine. La lana delle pecore merinos è molto arricciata e fine risultando così pregiata ed utilizzata quasi esclusivamente per l'abbigliamento.
Le qualità della lana , oltre a quella primaria di riscaldare, sono: idroassorbenza, idrorepellenza, scarsa elettricità statica, scarsamente infiammabile, resistenza ai piegamenti e docilità alla flessione (resilienza). I difetti più evidenti: l'infeltrimento (risolvibile con trattamenti di irrestrengibilità) e il pilling, cioè la formazione in superficie di piccoli agglomerati di fibra.
Il marchio PURA LANA VERGINE indica che non è stata rigenerata, ovvero che non è stata ottenuta dalla sfibratura meccanica di capi di lana usati (questa operazione tende ad accorciare, tagliandole, le fibre e quindi produce un filato meno resistente).

LAPIN (pron. Lapèn)
In francese coniglio; pelliccia di coniglio, colli, ecc.

LASTEX
Nome commerciale di tessuti in cui sono impiegati filati elastofibre (gomma, elastan) molto estensibili; marca americana.

LESOTRO:

Località del Sud Africa ove viene allevata una qualità meno pregiata di capra d 'Angora (Basuto mohair); buona finezza ma con presenza di peli morti non tingibili che limitano l'uso di questa fibra nel campo tessile specialmente nella fabbricazione di filati classici destinati alla tessitura.

LIBBRA (abb. LB.):
Misura dipeso inglese equivalente a g 453,6.

LINO:
fibra ottenuta dal LINUM USITATISSIMUM, pianta della famiglia delle linacee; questa si estrae dallo stelo, alto dai 70 ai 100 cm.
Per poterlo utilizzare si deve far macerare il lino, cioé provocare la decomposizione delle parti gommose che legano le fibre. La fase successiva è la stigliatura, che libera le fibre dai residui legnosi, eseguita da una macchina che separa le fibre corte e i cascami e raggruppa in matasse il nastro di fasci fibrosi. Dalla macchina escono due terzi di lino stigliato cioè pronto per la filatura, e un terzo di cascami. La filatura è seguita dalla tessitura e quindi dalla nobilitazione, che consiste in una serie di trattamenti di finissaggio quali il CANDEGGIO, la TINTURA, la STAMPA, la CALANDRATURA.
Dal punto di vista chimico, le cellule che compongono le sue fibre si rivelano tenaci ed elastiche allo stesso tempo; è per questo che sopportano così bene le sollecitazioni del processo di lavorazione che è tra i più rispettosi dell'ambiente. Per la sua particolare struttura molecolare il lino assorbe acqua fino al 20% del peso senza che il corpo avverta umidità: particolarità che lo rende indicato per i tessuti che si trovano a contatto con la pelle. Il lino è più difficile da filare e più caro del Cotone, però è più resistente , più lucente e non necessita di mercerizzo; non provoca allergie, è altamente assorbente e confortevole sulla pelle, tanto che le migliori lenzuola sono quelle di lino.

LINONE
Tessuto sottile di cotone lavorato come lino, batista, liscio e lucente; anche termine generico di fantasia per indicare imitazione lino.

LLAMA:
Tessuto lavorato con il pelo del camelide che vive sulle Ande oltre i 4.000 metri. Il vello è di quattro colori: bianco, marrone bruciato, grigio e nero. All'esterno è folto e ordinario, mentre il sottopelo è lucido e caldo.
Caratteristiche: leggero e brillante ma non morbidissimo. In genere vengono filate le fibre dei llama giovani, entro il primo anno di vita.

LODEN:
tessuto ottenuto con filati cardati, piuttosto peloso e compatto, a pelo direzionato, generalmente di lana e mohair con proprietà impermeabili. In genere è garzato e fortemente follato sul rovescio.

LONDON SHRUNK:
Serve a prevenire il restringimento del tessuto, specialmente di lana. La stoffa viene inumidita tra coperte bagnate, asciugata in un locale speciale e stirata.

LYOCELL: Fibra cellulosica ottenuta mediante processo di filatura in solvente organico nel pieno rispetto dell'ambiente. Caratteristiche: morbida e luminosa è vicina per aspetto e mano alle fibre naturali come la seta: è traspirantee resistente. Impieghi: pura o in mischia con altre fibre per abbigliamento femminile/maschile, formale e casual, maglieria esterna e intima.

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MAGLIA CIRCOLARE:
Tessuto o capo d'abbigliamento lavorati in forma tubolare da una macchina da maglieria circolare in modo continuo senza cuciture.

MACRAME
Armatura a frangia annodata, come il pizzo a tombola, che poi si applica ad asciugamani, copriletti, ecc.

MADRAS
Dal nome di una città indiana, sono chiamati così i tessuti, generalmente di cotone, dai caratteristici disegni a fasce, strisce variamente incrociate, ottenuti con armatura fil coupè o garza a giro inglese.

MAKÒ
Varietà molto fine di cotone egiziano, oggi peraltro non più coltivata. Da cui deriva una denominazione commerciale generica.

MARINARA
Foggia di casacca, oppure tela di cotone robusta per indumenti usati da marinai, pescatori, di solito tinta in blù.

MATELASSE
Tessuto doppio, soffice e con effetto trapuntato a rilievo, con disegni uniformi o fantasia, usato in arredamento e abbigliamento femminile.

MELANGES
Dicesi propriamente di filati di diverso colore le cui fibre sano state mescolate in fiocco, dando un effetto fuso e sfumato.

MELTON
Propriamente si dice di pettinati leggermente follati, dal disegno sfumato sotto il pelo superficiale; oggi si dice del panno usato nel sottocollo.

MERCERIZZAZIONE:
vedi "COTONE".

MERINO:
Pregiata razza ovina sviluppatasi nel tempo dall' Oriente Asiatico in Europa, in Australia e praticamente in tutto il mondo. Le pecore Merino producono una lana finissima e pregiata, assai richiesta dall'industria tessile di altissima qualità.

LANA MERINOS:
vedi "LANA".

MICRON:
Misura usata in campo tessile per la determinazione del diametro (finezza) delle fibre; corrisponde a 1/1000 di mm. Esso viene determinato con due sistemi: microscopio a proiezione (1anametro) e air-flow.

MODACRILICA:
fibra ottenuta da macromolecole costituite per almeno il 50% da acrilonitrile, generalmente disponibile come fiocco. Caratteristiche: ottima resistenza alla fiamma (caratteristica premiante per ambienti pubblici e privati, regolamentati da precise normative di "prevenzione al fuoco"), qualità molto vicine alla fibra acrilica, tenacità, stabilità dimensionale, resistenza alla luce e ai lavaggi. Mano morbida, buon drappeggio, buona tingibilità, solidità e brillantezza di colori, resistenza agli agenti chimici, facilità di manutenzione, coibenza termica, atossicità. Impieghi: tessuti per arredamento (tendaggi, rivestimento mobili). Tessuti per selleria e rivestimento per mezzi di trasporto (aerei, treni, navi, auto, ecc.). Tessuti a pelo per pellicce ecologiche, giocattoli e peluches. Abbigliamento domestico e protettivo. Pavimentazione tessile, rivestimento murale teso e incollato. Coperte e copriletti. Usi tecnici: imbottiture, filtrazioni.

MODAL:
Fiocco viscosa modificato, con migliori caratteristiche di impiego (per esempio: tenacità, modulo ad umido, stabilità dimensionale, resistenza agli alcali) ottenibili anche con la microfibra modal 1,0 dtex. Caratteristiche: mano morbida, ottica brillante, eleganza dei tessuti. Ottimo partner di mischia per cotone, lana e sintetici. Impieghi: camicie, camicette, abiti, denim, abbigliamento sportivo e per il tempo libero, lingerie, tovaglie, asciugamani

MOHAIR:
Si ricava dal pelo della capra d'Angora, una razza che esiste da oltre 3.000 anni, allevata un tempo soprattutto al centro dell'Anatolia, mentre oggi gli allevamenti migliori sono in Sud Africa e Texas. Il tipo più pregiato ha un mantello color latte, ma ne esistono anche varietà nere, marroni e rosate. Il suo pelame è molto meno arricciato di quello della lana della pecora, quindi è più lucido. Inoltre è molto leggero e resistente all'usura.

MOIRÈ (pron. muarè)
In italiano si dice marezzatura, e indica un riflesso ottico di chiaro-scuro cangiante a seconda della luce; si ottiene con l'impiego di filati e intrecci particolari, oppure con procedimenti di calandratura, imprimendo alla stoffa disegni sfalsati.

MOUFLON (o MUFLONE)
Dal nome della pecora selvaggia che vive in regioni impervie dell'Europa meridionale, si chiama il tessuto che ne imita il vello, con un effetto di pelo lungo e arricciato.

MUSSOLA
Tipico, diffuso tessuto di cotone, lana o seta, morbido e leggero realizzato con filati molto fini (il nome viene da Mossul, città dell'Iraq), impiegato in tutto l'abbigliamento.

MUSSOLINA
è una mussola più leggera.

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