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GLOSSARIO

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

SABLÈ
Ovvero sabbiato, dicesi del tessuto ottenuto con armatura particolare, derivante dal taffetà o saglia, con effetti contrastanti, quasi sabbiati, puntinati sul fondo; si usa in camiceria e telerie in genere.

SAHARIANA
Giacca caratteristica delle truppe coloniali, ampia, lunga, con tasche, spalline, cintura in vita, ecc.; diventata una foggia casual.

SANFORIZZAZIONE:

vedi "COTONE".

SANGALLO
Dall'omonimo cantone svizzero, che ne è il centro produttivo: tipo di tessuto leggero, traforato a ricamo, usato per camicette e abbigliamento.

SATIN (pron. satèn)
Oltre che essere una equivalente della parola RASO, indica un tessuto di cotone (satin drill) ad armatura raso, calandrato e lucido, usato per foderami, grembiuli, ecc.

SATINATO
Dicesi dei tessuti sottoposti a forte calandratura, lucidati.

SCIALLE
Pezzo di stoffa lunga, sciarpa; da avvolgere attorno al collo, alla testa, alle spalle.

FILO (di) SCOZIA:
vedi "COTONE".

SEERSUCKER (pron. sìrsache)
Tessuto originariamente indiano di grosso lino; indica tessuti di cotone a rigature verticali arricciate, ottenute tessendo in ordito fili tesi, alternati a fili molto lenti.

SETA:
La più nobile, la più morbida, la più fine tra le fibre naturali, freschissima d'estate e calda d'inverno; è un filamento continuo molto sottile e lucente, costituito da due bave a sezione triangolare che combaciano da un lato e che il bruco depone intorno a sè in più strati, per formare un'involucro, chiamato carta, dentro il quale si racchiude durante le sue trasformazioni in crisalide prima, in farfalla poi.
Solitamente si dà il nome di seta al filamento lungo dai 600 ai 900 metri dal bozzolo del Bombyx mori, che si nutre di foglie di gelso. Quello creato da altri lepidotteri che crescono allo stato selvaggio in Giappone, Cina, India, Africa e America si chiama seta tussah ed è più scuro e grossolano.
La lavorazione della seta comporta varie operazioni: i bozzoli, una volta essiccati, vengono crivellati a seconda della grossezza, quindi cerniti a mano secondo le qualità e i difetti; passano poi alle filande per la trattatura che consiste nella macerazione che rammollisce lo strato esterno del bozzolo e si compie in vasche di acqua riscaldata al vapore; nella scopinatura eseguita con macchinari a spazzole, che serve a riunire i capi delle bave; nella trattura con la quale le bave, riunite in un certo numero a seconda della loro grossezza, vengono saldate insieme e formano così il filo di seta grezzo che viene ritorto, lavato e avvolto in matasse .
Esistono quattro gruppi di tessuti: le TELE o TAFFETAS, le SAGLIE o DIAGONALI, i RASI o SATIN e gli JACQUARD. La resistenza di un tessuto dipende dal tipo di fibra: l'ORGANZINO, che ha fibra lunga e ritorta , è molto resistente, mentre la BOURETTE ha fibra corta e quindi poca resistenza. Una via di mezzo è il filato SHAPPE che è molto usato.

SHANTUNG (più esatto sarebbe SHANGTUNG)
Tela di seta selvaggia di origine cinese; oggi tessuto in seta o cotone o altre fibre (quella originale in puro doppione è pregiatissima: si tratta di una bava doppia emessa contemporaneamente da due bachi).

SHERPAS:
Sono così chiamati gli indigeni usati nelle zone della catena himalayana come portatori.

SHETLAND
Nome delle isole allargo dell'Inghilterra, in cui viene allevata l'omonima razza ovina; il tessuto o maglieria sono cardati di medio peso o invernale, su armatura diagonale o spigata, con superficie caratteristica per i lunghi peli non tinti ed appiattiti.

SMERIGLIATURA:
Una serie di spazzole metalliche azionate meccanicamente fanno sollevare le fibre del tessuto, per ottenere un effetto simile alla pelle scamosciata. E' un procedimento utilizzato ad esempio per il fustagno.

SPORTEX
Denominazione commerciale di un tessuto ad armatura tela realizzato con filati ritorti a più capi, dall'aspetto rustico e quindi sportivo, molto resistente.

STUOIA (anche HOPSACK, NATTÈ)
Si definisce così il tessuto a grosso intreccio, originariamente di fibre vegetali grossolane, per tappeti, paraventi e simili. Oggi si definiscono stuoie i tessuti femminili più pesanti a intreccio marcato, ottenuti con filati a titolo grasso, accoppiati.

SPUGNA
Tessuto composto di doppia trama e ordito, dalla superficie caratterizzata da anelli e ricci, molto assorbente, usato per asciugamani, accappatoi, eccetera.

SURAH
Tessuto spigata di seta indiana.

SURI:
al pari della Huacayo, sottorazza dell' alpaca, tipicamente peruviana e di minore entità numerica, con fibra compatta, pregiatissima, brillante e serica.

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TAFFETÀ
Termine generico indicante tessuti in armatura tela, tele di seta o cotone.

TAILLEUR
Termine francese - abito femminile composto di giacca e gonna - (inglese suit).

TARTAN
Caratteristico disegno, e quindi tessuto, delle stoffe scozzesi, che rappresentava l'insegna distintiva delle singole "casate" scozzesi delle Highlands, attorno alle quali si raggruppava in "clan" la popolazione. Proibito dal Parlamento inglese nel 1746, perchè assunto a simbolo delle guerre civili intestine, l'uso del Tartan dovette venire riammesso dopo neanche 40 anni. Se ne conoscono decine di varianti, di cui citiamo Dress Stewart, con quadri rosso, verde e blu su fondo bianco; Mc Donald, con quadri e fasce verdi e blu; Buchanan, piccoli riquadri multicolori; Royal Stewart, fondo rosso vivo con incrocio di fasce verdi e blu; Menzies, scacchi e fasce bianche e nere, ecc..

TESSUTO:

Il tessuto è il risultato di un intreccio di fili, o più precisamente dei fili di ordito (che corrono nella direzione della lunghezza della pezza) e di quelli di trama (che vanno invece nella direzione trasversale).

TRENCH
Termine inglese, propriamente significa "trincea, fosso". Viene usata per definire soprabiti o impermeabili di taglio sportivo-militare.

TRICOTINE:

Vedi "CAVALRY TWILL".

TULLE
Tessuto a maglie finissimo e leggerissimo, ad armatura rada, che si lavora con speciali telai a catena, simile ad una fine rete di fili sottilissimi, irrigiditi da apposito appretto.

TUS:

Voce dialettale con la quale si definiscono i tessuti più pregiati fabbricati manualmente e composti di pelo di capra cashmere. Si fabbricano anche tus mescolando al pelo di cashmere la lana indigena tibetana.

TUSSOR
Tessuto di origine orientale, a strisce colorate, con ordito molto fine e trama grossa. TRICOTINE (ingl. whipcords)
Tessuto rasato o follato che imita in superficie l'aspetto della maglia, a piccole costine diagonali, soprattutto per abbigliamento femminile.

TROPICAL
Tessuto leggero di lana pettinata, in armatura tela non molta fitta, ottenuto con filati ben ritorti; per usi estivi.

TUSSAH
Tessuto di seta selvaggia, di origine indiana, più rustico e irregolare.

TWEED:

esistono vari tipi che prendono il nome della zona di cui sono originari. L'HARRIS è fatto ancora esclusivamente con telai a mano. Il DONEGAL TWEED deriva dalla città irlandese dove ha cominciato ad essere tessuto, è una delle varianti più diffuse: ha "bottoni" di lana di colore contrastante rispetto ai fili di trama e ordito, che formano un effetto tipico. Il filato è cardato, la mano è pungente ed è molto ruvido.

TWILL:
E' un tessuto con armatura a levantina, caratterizzato da una trama diagonale appena percettibile o da una trama più marcata dove la diagonale emerge.
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VELLUTI
In generale tutti i tessuti che presentano una superficie di fitto pelo disposto perpendicolarmente all'armatura, liscio, compatto, brillante. Sono detti falsi velluti quelli ottenuti con armatura semplice, il cui pelo vellutato deriva da operazioni di follatura, garzatura, cimatura, spazzolatura (es. il BEAVER, il VELOUR, cardato per laneria femminile, le varietà di FUSTAGNI, eccetera). I vari velluti sono tessuti composti da un tessuto di fondo (legatura) e da fili supplementari di ordito (e allora detti VELVET o VELOURS) che poi vengono tagliati formando il pelo corto; oppure, se i fili supplementari sono di trama, vengono detti VELVETEEN a pelo corto. Altro modo per ottenere i velluti è quello detto a pezza doppia, con un ordito comune ad entrambe che poi viene tagliato a metà. In tutti questi procedimenti il pelo appare unito, compatto, liscio. Altra variante è il VELLUTO A COSTE (ingl. Cord o corduroy; franc. cotelè), che può essere ottenuta sia per effetto di tessitura, sia per un procedimento di spazzolatura, ceratura, calandratura, eccetera. Anche qui molte varietà, a costa larga, media, a 500 righe, a 1000 righe, ecc. Altri velluti sono stampati, operati, calandrati. ecc. Il velluto, di cotone o di lana, è un classico, sempre di moda. VIGOGNA Le flanelle cardate di maggiore pregio; da non confondere con la vicuna.

VICÛNA:

Stoffa tessuta con la morbidissima lana del più piccolo dei camelidi, che vive sulle Ande allo stato selvaggio ed è difficilissimo da catturare; per procurarsene il vello bisogna ucciderlo. Il preziosissimo sottopelo ha un diametro di 14 micron. Caratteristiche: morbidezza e calore.

VIGOGNA (VICUGNA VICUGNA MOL.)

animale membro degli Auchenidi. Esso produce il pelo animale più fine esistente al mondo e vive fra i 4000-4500 m di altitudine. Il suo manto dal tipico colore cannella contiene una piccola percentuale di peli bianchi ordinari.

VISCOSA:
Fibra cellulosica filata come filo continuo o fiocco (denominata anche rayon). Caratteristiche: mano dolce e aspetto serico, comfort tipico delle fibre vegetali, buona resistenza all'usura (allo stato asciutto), elevata capacità igroscopica. Impieghi: diffusa in numerosissimi impieghi anche in mischia con altre fibre naturali o sintetiche, nei campi dell'abbigliamento, arredamento. Usi tecnici: pneumatici.
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VOlLE (pron. VUOI, letteralmente dal franc.: Velo)
Tessuto finissimo e trasparente, di solito in seta o cotone, ottenuto con filati molto sottili eritorti.

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YAK (BOS PO1~PHAGUS GRUNNIENS, L.o BOS GRUNNIENS MUTUS, PRZEWAL SKI):
bovide che vive nelle regioni dell' Himalaya a oltre 4000 metri di altezza. Il suo sottopelo è apprezzato nell' industria tessile al pari di quello del cammello e della capra Cashmere.

ZEPHIR
Tessuto di cotone fine e leggero (anche di lana) ritorto a due capi, impiegato soprattutto in camiceria.

ZIBEWNO
Nome di un piccolo animale da pelliccia. In laneria indica un drap con pelo orientato in modo da creare un effetto lucido e ondulato.

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